Sono andato curioso di vedere che teatro proponesse. Una vaga idea era fissata dalle pubblicità in TV su LA7. Ma non ero mai riuscito a vedere un suo spettacolo. Così, complice richiesta di un amico, siamo andati in teatro per assistere a ITIS Galileo, il suo ultimo lavoro del 2010. Paolini è un narratore, sembra gli piaccia la divagazione e cerca il dialogo con il pubblico. Prende qualcosa che gli piace, lo studia e ce lo racconta a modo suo, con le sue battute. È stata una serata piacevolissima anche se due ore di spettacolo filate mi sembrano un po’ troppe. Forse condensare un attimo le divagazioni o mettere una pausa in mezzo sarebbe stata una buona idea, anche se interrompere avrebbe fatto danni: è un monologo che deve andare così e basta. Paolini evidenzia bene come le novità scientifiche proprio non vadano mai giù ai poteri ecclesiastici; servono sempre un sacco di anni per accettare evidenze scientifiche che hanno l’unico difetto di non confermare i libri sacri. Cercherò di vedere altri sui spettacoli.
news
04/12/2010Settimana di eventi interessanti! Ieri sono stato alla presentazione di un libro: SAN ZENO Gioiello di Arte Romanica di Mario Patuzzo. Mario si sta dedicando alla scrittura di libri divulgativi con lo scopo di omaggiare e ricordare pezzi di storia della città (e provincia) di Verona. C'ho guadagnato la dedica sul libro ed una serata piacevole.
Martedì sera invece mi sono dedicato a temi etici: alla Gran Guardia di Verona c'era Beppino Englaro. Beppino ha raccontato tutta la storia dall'incidente di Eluana ai giorni nostri facendo il punto sugli ostacoli che ha affrontato per far rispettare le idee della figlia. Si è parlato soprattutto delle leggi attuali (assenti al momento ma con proposte nefaste) e di diritti dell'uomo (che lasciano libera scelta di decidere su come curarsi al malato/tutore).
OndeQuadre
27/09/201026 settembre 2010, una domenica come tante altre, in cui le partite di calcio sono intervallate dalla Formula 1 o dalla Super Bike. Ma non per tutti perché l’associazione OndeQuadre ha organizzato un incontro riservato agli addetti ai lavori con l’idea di presentare il nuovo sito, illustrandone le funzionalità e, vero nocciolo della questione, le finalità. Dopo tutto quello che ho sentito il messaggio arrivato forte e chiaro è: creare un gruppo più ampio possibile di persone con qualcosa da proporre. Il sito dovrà essere un luogo in cui gli artisti avranno l’opportunità di pubblicare le loro opere mentre gli altri collaboratori potranno contribuire al bloq con le loro opinioni, idee, osservazioni… Il progetto è ambizioso: far girare cultura, dar vita a collaborazioni e far incontrare persone. Di questi tempi è tanta roba. La discussone è proseguita davanti ad un graditissimo buffet bagnato da birre e prosecco. Ci stava bene.
OndeQuadre 3.0
21/07/2009Fine settimana live…
Venerdì passava da Zevio (10 minuti da casa) Edoardo Bennato per un concerto in piazza ad ingresso libero. È davvero tanto tempo che non ascolto qualcosa di suo ma ero curioso di vederlo in concerto. Sul palco è accompagnato da due chitarre, basso e batteria ed il sound esce bello rockettaro. Non mi è piaciuto tutto e, volendo scendere nei particolari, la cosa che ho retto meno è stato il bis dove ha proposto le canzoni che deduco essere più recenti e più famose dato che le cantavano tutti. Il suo messaggio niente guerre, niente ingiustizie, bisognerebbe usare il buon senso mi pare immutato
Domenica sera ho fatto un giro a OndeQuadre 3.0. La location è una bellezza: il Forte San Mattia a Verona.
Oltre ad una esposizione di dipinti/disegni/foto di arte moderna erano previsti dei concerti. La mostra mi è piaciuta ed ho pure trovato un’opera di Francesco D’Isa di cui ho scoperto l’esistenza (e ammirato le opere) partecipando alla SIC.
La serata musicale è iniziata con Wolther Goes Stranger. Su delle basi preregistrate il cantante/pianista ed il batterista/trapanista (trapano e qualche ferraglia alla Faust) vanno a suonare le loro canzoni. Il progetto è interessante ma per il mio sentire avrei preferito un po’ più rumore ed un po’ meno tunz tunz nelle basi.
Christian Rainer è stato un po’ una sorpresa. Non lo conoscevo e così, leggendo un po’ in giro, ho scoperto che fa un po’ di tutto. Sul palco era accompagnato da una violoncellista e da una violinista (anche seconda voce in un pezzo) che hanno riscosso successo tra i ragazzi del pubblico. Christian è rimasto infastidito da alcuni problemi tecnici, ha fatto un po’ il teatrino lamentoso e poi si è messo sotto a suonare e cantare. La sua musica mi pare interessante ma non sono riuscito a godermi per bene il set perché il pubblico è stato un po’ rumoroso. Un giorno arriverà il killer dei casinari da concerto ed io mi ritroverò a vedere i live con 3 persone invece di 50 (la proporzione è quella mi sa). Per rimediare oggi ho ordinato il suo CD+DVD con video…
La serata è stata chiusa da Be Invisible Now! ma per me era tardi, loro facevano elettronica e c’era freddo. Sono andato a dormire, anche se mi dispiace non aver seguito.
Settembre 2008
22/09/2008Sono sparito per più di un mese perché non avevo poi molto da dire.
Dopo aver finito con i lavori in casa sono stato al mare per una decina di giorni. La meta? Sottomarina. A settembre è il posto più pacifico del globo perché al mare c’è tanta gente ma gente è uguale a mamme con bambini e anziani. Tutti a respirare l’aria del posto. Io ne ho approfittato per dormire tanto, passeggiare per la spiaggia e raggiungere i posti più lontani facendo un po’ di jogging.
Tornato dal mare ho ripreso a lavorare.
Nel week end son finito a Monaco grazie ad una serie di eventi fortunati che si sono intrecciati per magia. Del tipo conosci qualcuno che sta studiando là, un suo convivente torna a casa e lascia la stanza pagata per 15 giorni ancora ed è il fine settimana in cui inizia l’October Fest. Ho cercato dei treni a pochi soldi ma bisognava prenotare prima per spendere poco e così ho fatto come tutti gli italiani: ho preso la macchina e son partito. Il viaggio ha avuto qualche contrattempo ma lo sto raccontando, per cui son proprio piccole cose! Facendo la strada in macchina si incontrano un sacco di posti bellissimi da vedere. Purtroppo i nomi dei paesi non li conosco, quelli sono affari del navigatore satellitare. A Monaco son riuscito a trovare subito il posto prefissato. Di venerdì sera la sola cosa da fare è andare in centro mangiare würstel e bere birra! Missione compiuta. Il programma del sabato era un po’ più complesso. Sveglia presto per arrivare in centro, incontrare gli amici tedeschi dei miei contatti e vedere la cerimonia di apertura dell’october fest. È una cosa tipo i carri di carnevale in Italia. Solo che ci sono le bande che suonano, i carri tirati dai cavalli con le persone famose (almeno così mi han detto) e poi i carri che portano la birra. Questo per ognuno dei marchi di birra presenti. Un sacco di gente è vestita nel modo tradizionale e tutti non vedono l’ora di sedersi a bere e mangiare. Lo scopo è chiaro ma assai difficile da raggiungere! Per riuscire a trovare un buco su cui sedersi a bere la birra abbiamo girato un sacco. Prima abbiamo fatto in tempo a mangiare e bere del cioccolato caldo per alzare la temperatura interna in assenza di alcol. Era pieno di italiani che facevano baccano e cantavano l’inno. Uno con la trombetta guidava tutti suonandolo. Ma dopo un’oretta la trombetta ha dato parecchi segnali di cedimento. Così l’inno è diventato via via sempre più lungo e meno ritmato. Il tutto mentre il mio ormai amico tedesco lo canticchiava pure lui ed io dicevo che quando la Ferrari vinceva sempre con Shummy noi ascoltavamo i due inni quasi tutte le settimane. Dopo la birra abbiamo fatto un alcol test su una giostra che si chiama frisbee. Esame superato, nessuno è ceduto. Rimasti senza la guida germanica abbiamo fatto un giro in centro e poi tutti a casa stanchi morti. Il programma della domenica era più lineare ma molto più difficoltoso: visitare il castello di Neuschwanstein. Nella visita ci ha fatto compagnia una coppia di indiani parecchio simpatica. La zona è famosa per il castello ma tutto quello che sta attorno vale il tempo per il viaggio. Bella giornata davvero. Oggi poi sono rientrato a casa ed ho fatto tappa a metà strada per fare delle foto ad un lago di cui ignoro il nome. Purtroppo la schedina della digitale era piena, ne ho fatte un sacco durante i giorni precedenti.
Appunti sulla colonna sonora per il viaggio:
Madrugada – Industrial Silence (1999): un album che mi piace proprio tanto. Nulla di nuovo, mi ricorda un tot di gruppi americani ma li rimescola in un modo che mi garba ed ha delle gran canzoni. Quasi quasi meglio degli originali.
John Coltrane – Kulu Sé Mama (1967): Coltrane che suona su disco mi lascia spesso l’amaro in bocca. Il Coltrane che è amo è quello che ascolto nelle registrazioni live. Però sto disco fa eccezione perché è pieno d’Africa.
John Coltrane – Live in Japan (1991): Tra tutti i concerti che ho sentito di Coltrane i due concerti giapponesi si questo cofanetto sono i più estremi e deliranti (in senso buonissimo). Il pezzo più corto dura più di mezzora ed alcuni arrivano a sui 50 minuti. Fa un po’ effetto ascoltare una traccia e nel mentre fare più di 100Km!
P.S. OK, il jazz non è proprio l’ideale per i viaggi, ma i due dischi li ho sentiti per davvero e se lo meritano.
Barcellona (30 maggio – 4 giugno 2008)
15/06/2008Tutte le volte è sempre la stessa cosa: notte insonne. Capita sempre quando il giorno dopo devo fare qualcosa al di fuori dalla norma. Devo parlare in pubblico? non dormo. Devo partecipare a qualche evento? non dormo.
La notte del 29 maggio non ho proprio dormito. Dover prendere l’aereo con destinazione Barcellona per recarsi ad un congresso internazionale è un ottimo motivo per rimanere insonne nel buio di camera mia.
La sveglia della mattina è una liberazione. Colazione, doccia, ultima aggiustata alla valigia e poi macchina fino all’aereoporto. Non prima di essere passato a prendere un collega super tranquillo perché abituato.
All’aeroporto è tutto rapido, nessun problema. Il mio bagaglio a mano è leggero, la valigia se ne parte da sola sul tappeto scorrevole e la mezzora di attesa passa veloce. Facciamo due chiacchiere con una nostra collega che seguirà il congresso con noi. A Barcellona poi incontreremo una seconda collega e quindi andremo all’appartamento che abbiamo prenotato per 5 giorni.
L’aereo è uno di quelli piccolini della air dolomiti. Il battesimo del volo è stato un po’ ballerino. Il decollo è un momento meraviglioso. C’è quell’attimo in cui l’aereo si stacca da terra in cui sembra che le ruote vogliano ancora rimanere appiccicate al suolo. Poi basta, l’aereo sale veloce e sotto tutto diventa piccolo e lontano. Ad un certo punto il nulla, da sopra le nuvole non c’è nulla da vedere. Si legge e si fa lo spuntino.
L’atterraggio a Monaco è tranquillo e c’è da starsene un’oretta ad aspettare il cambio. Si parla un po’, si cerca il gate giusto, si beve un liquido sporco che chiamano erroneamente caffè ed è già ora di imbarcarsi di nuovo. Stavolta l’aereo è grosso e si balla molto meno lassù in cielo. Altro spuntino, altra lettura e finalmente si vede il mare. Barcellona ed il mare dall’alto sono meravigliosi. Credo di aver identificato la sede del congresso, ma non sono sicuro.
All’aeroporto si recupera il bagaglio – nessun problema – e poi ci si dedica a raggiungere l’appartamento. La nostra amica chiama per avere delucidazioni sul luogo dell’appuntamento. Scopriamo che il nostro appartamento è allagato. Ci propongono di andare in un posto vicino per la notte e poi di spostarsi più in centro per i restanti 4 giorni. Accettiamo, non abbiamo alternative.
Prendiamo l’autobus per il centro e andiamo al bar stabilito come luogo d’incontro. La nostra collega era a Barcellona già da un po’ ed era stanca di attendere, il ragazzo che ci deve dare le chiavi arriva praticamente con noi. Il posto è carino, ci sono i due bagni ed i letti sono ok. È attaccato al quartiere gotico. Messi giù i bagagli decidiamo di fare un giro. Troviamo un posticino per mangiare e si parte con la prima paella mixta. Si beve sangria. Tutto abbastanza scontato.
Poi si fanno altri quattro passi e si va a dormire; è stata una giornata pesante.
Il risveglio si fa presto perché per le 9:30 occorre liberare tutto e trasferire i bagagli al nuovo appartamento. Ci dicono che si trova in una via che sta vicino a placa de Catalunya.
Alle 10 ci viene il sospetto che ci siano dei problemi. Telefoniamo per scoprire che il tizio non ha detto nulla a nessuno. Stabiliamo con i responsabili di lasciare i bagagli nell’appartamento per andare al congresso. A questo punto sta a loro sbattersi un pochetto. Come inizio non è il massimo.
Noi andiamo a fare un giro (foto sopra) per il centro a piedi (quella del congresso era una piccola bugia) ed a forza di camminare arriviamo al mare. È tardi e mangiamo. Paella mixta con vino. Paella migliore di quella della sera prima in un buco che sembrava peggio ma mi ispirava. Mi dimentico di mangiare il gelato in una gelateria attaccata al ristorante che prometteva bene. Dovevo essere già molto sazio per essere così distratto. Poi prendiamo la metro ed andiamo al congresso.
Il centro congressi è immenso e di fronte c’è un centro commerciale altrettanto imponente.
Le scartoffie per la registrazione al congresso europeo di genetica umana era già stata fatta online per cui si tratta solo di ritirare la borsa con il materiale e dire che si è arrivati. Una cosa velocissima. Sono l’iscritto 2081. Abbiamo un po’ di tempo libero e lo spendiamo nell’attaccare i nostri poster e nel raccattare un po’ di gadget che gli espositori mettono in regalo.
Con il mio amico perdiamo la prima mezzora di congresso – i saluti delle autorità – perché abbiamo visto male il programma ma non è una cosa grave. Seguono i primi talk: sono belli. La sala, piena di gente attenta, è enorme (ci sono davvero tante persone) e la cosa mette un po’ a disagio. A fine sessione tocca abbandonare per andare all’appartamento. Sono circa le 18 e noi siamo di nuovo in metrò. E di nuovo si perde tempo per l’appartamento che avevamo già fissato e non doveva essere un problema. Uscendo dalla metrò mi cade l’occhio sulla FNAC e sono felice: mi sento un po’ più a casa.
Il tizio arriva puntuale all’appuntamento e ne sono sorpreso e felice. Ci risistemiamo per la seconda volta. Il posto è in centro ed è molto bello. Peccato ci sia una sola stanza ed un soppalco con letto matrimoniale più una seconda stanzetta con un letto singolo. Il mio amico ha dovuto dormire nel divano letto in salotto. Però ci sono due bagni.
Decidiamo di andare a mangiare ma prima passiamo in FNAC: io do un occhio veloce, vedo che c’è tanta roba e decido che tornerò, il mio amico cerca un adattatore per la presa del portatile ma con scarso successo perché le soluzioni presenti in FNAC costano un botto. Poi facciamo un pezzo di Rambla ed iniziamo a tagliare per le viuzze. Troviamo un posto per mangiare: ancora paella mixta. Con la birra questa volta. Il piatto è enorme e non riesco a finirla. Decido che non posso continuare a paella tutto il tempo come mi ero prefisso.
Facciamo altri due passi e rientriamo nella nuova casa per dormire. Sono a pezzi, mi sento una paella che cammina. Leggo un po’, sento della musica per rilassarmi un attimo e mi metto a dormire. Il mio letto è un materassino buttato sopra una rete in legno. Per farla corta: durissimo. Nonostante la stanchezza riesco a dormire poco.
Terzo giorno. Bisogna alzarsi ancora più presto perché alle 8:45 iniziano le sessioni. Sempre di corsa. Facciamo colazione in un baretto sotto la metrò e poi partiamo per il congresso. In Spagna il capuccino è insospettabilmente OK. Almeno lo è per me, non ne sapevo nulla.
Al congresso ci sono talk che ti catturano e passano velocissimi ed altri che annoiano e diventano una lotta per non addormentarsi. Anche perché l’abbiocco fa la sua parte. Il break arriva a salvare tutti quanti. Si mangia qualche brioche, si prende il caffè e si beve del succo di frutta. Poi si gira per gli stand e si raccoglie quello che si trova. Alcuni numeri di nature review di genetica, l’ultimo numero di science ed il primo e qualche penna. Alcune persone fanno la gara a chi trova più roba. La borsa del congresso inizia a pesare troppo.
Poi ripartono i talk e si arriva alla pausa pranzo. Per mangiare decidiamo di seguire una presentazione della Roche dove ci offrono uno spuntino, un blocco per gli appunti ed una penna.
Poi ripartono le sessioni, le pause e si arriva a sera. Il congresso stanca di brutto.
Passiamo in appartamento perché gli altri vogliono riposare un po’. Io vado in FNAC a fare un’ispezione più approfondita e prendo un paio di CD. Poi arrivano gli altri e finiamo come sempre a fare il giretto per la rambla. Mangiamo con un’altra collega presente al congresso. Per me scelta di vita: niente paella; mi accontento di un po’ di carne con verdura. Manterrò un ottimo ricordo del vino bianco di quel posto.
Poi passeggiata digestiva e tutti a ninna.
Il quarto giorno è lunedì. Mi sveglio male e sono stanco. Ho voglia di tornare a casa.
La giornata è la fotocopia della precedente. L’unica novità è che devo stare davanti al mio poster per un’oretta a rispondere alle curiosità della gente. Vengo disturbato nella mia noia da una francese e da un italiano e perdo tutta l’ora. Un po’ di soddisfazione per il mio lavoro ed un modo per passare l’ora alla svelta.
Dopo la sessione poster ci sono un paio di ore libere e si decide di fare due passi al centro commerciale. Scopro che esiste una fnac pure lì. Però, non male Barcellona. Compro un po’ di CD perché mi imbatto in molte offerte. Non ho tutti i soldi che vorrei
Pranziamo al centro commerciale e poi riprendiamo il congresso. Incontriamo il prof che ci chiede come va, se ci sono novità e ci invita a cena per la sera successiva. Dopo la chiacchierata altra sessione di talk e si torna in centro. Una sistemata veloce e si rispetta la richiesta di una delle ragazze che a tutti i costi vuole mangiare all’Hard Rock Cafè di Barcellona. Il mio peggiore pasto spagnolo. Gli altri prendono dei souvenir mentre io non vedo l’ora di uscire a riprendere un po’ d’aria spagnola. L’americanata non mi va molto. Tra l’altro la musica lì dentro è orrenda ed alta.
Durante l’ennesima passeggiata sulla rambla, scopro che il mio bancomat non è abilitato per l’estero e, tra me e me, i moccoli partono copiosi. Posso prendere solo 100 euro a giro con 2 euro di spese. In compenso becchiamo una gelateria che fa un gelato buonissimo ed allevio le sofferenze della cena american style. Poi si va a dormire sul solito letto durissimo.
Il martedì è corto perché bisogna rimanere solo mezza giornata. Il pomeriggio è dedicato a premiazioni e conclusioni inutili per cui meglio dedicarlo ad altro. Nella pausa caffè della mattina mi fiondo al centro commerciale a finire le spese in FNAC con i 100 euro prelevati la sera prima. Me ne bastano meno di metà ed esco felice. Le presentazioni del rientro sono molto belle e la fine del mio congresso arriva velocissima. Poi pranziamo al centro commerciale e decidiamo di tornare in appartamento a fare una pennica.
Torniamo operativi per le 16:30 e decidiamo di andare a vedere la Sagrada Familia. La camminata è lunghetta e vediamo pure le case di Gaudì. La Sagrada Familia (foto sotto) è incredibile, un colpo di genio assoluto. Lavorata tantissimo e incredibilmente complessa. È una meraviglia ingabbiata da gru, impalcature e lavori in corso. Purtroppo è tardi e non si riesce ad entrare. Per le sette e mezza abbiamo appuntamento al centro congressi per la cena con il prof.
Arrivati là ci incontriamo e prendiamo due taxi per andare al ristorante. Il posto è davvero carino e sta in riva al mare. Abbiamo mangiato in modo pazzesco. Antipasto con sangria, delle bruschette all’olio e pomodoro con il prosciutto spagnolo (buonissimo) e poi una paella di pesce con astice gamberoni etc. Da scoppiare. Per dolce crema catalana. Ci hanno offerto un liquore dal colore del limoncello che è solo due fantastiliardi più buono. A fine cena ero un po’ provato dall’alcol.
Il prof è tornato in taxi e noi abbiamo deciso di rientrare con una passeggiata che si è poi rivelata molto lunga. Non ho ben capito se abbiamo fatto un giro largo o se eravamo solo lontani. La mappa era in possesso delle ragazze e noi abbiamo seguito. Arrivati a destinazione abbiamo preso una birra rinfrescante e ci siamo messi a dormire. Prima di rientrare ho salutato la Rambla e mi sono preso l’ultimo clima festaiolo e cazzeggiante spagnolo.
La notte tra martedì e mercoledì non ho dormito nulla. Vuoi il mangiare, vuoi la tensione per il viaggio di rientro, non ho praticamente chiuso occhio. Alle 5 mi viene in mente la macchina fotografica. L’ho persa. Bevendo la birra, si l’ho persa lì. Accendo la luce e non la trovo. Guarderò meglio domani mattina. Ma non sono sicuro e non mi ricordo. Alla fine pian pianino esco dal mio loculo con letto durissimo e vado all’attaccapanni in entrata. Vedo il cordino della macchinetta e tiro un gran sospiro di sollievo. Non mi ricordavo più di averla attaccata lì ed il mio amico ci aveva messo sopra qualcosa. Così mi ero convinto di averla persa. Torno nel loculo per dormire – felice e più rilassato – ma comunque non chiudo occhio. Sono teso.
Quando suona la sveglia del cellulare è, come sempre, una liberazione. Mi butto sotto la doccia e poi inizio a chiudere la valigia.
Prendiamo lo stesso autobus che ci aveva portato. L’unico inconveniente è che è zeppo di gente. Sono preoccupato per il mio bagaglio a mano che ha sistemati dentro tutti i CD. È molto prezioso ed ho dedicato del tempo a decidere come sistemare il tutto per avere zero danni.
A forza di spostarmi sull’autobus trovo da sedermi e mi metto a guardare Barcellona dal finestrino. C’è traffico e casino come in tutte le grandi città. Però la gente pare più rilassata.
In aeroporto si vivono le scene dell’andata. Ritiro biglietti, imbarco bagagli e check-in. Tutto liscio anche se una tizia continua a urlare di levarsi le cinture e tutte le cose in metallo. Ha una voce acuta e fastidiosa come poche. Dentro all’aeroporto facciamo colazione e ci mettiamo ad aspettare.
Il viaggio in aereo è ok ma arrivati a Francoforte iniziamo a ballare un bel po’. Il capitano ci comunica che sulla città c’è brutto tempo e non si può atterrare. Iniziamo a girare sopra Francoforte e a farci sbattere dal vento. Non è bello il mio terzo volo. Alla fine tocchiamo terra e scopro di sentirmi molto molto bene con i piedi al suolo.
Al gate scopriamo che il nostro volo non partirà in orario per il brutto tempo. Ci sediamo e aspettiamo. Poi chiediamo informazioni ma non ci sono orari. Facciamo un giro e mangiamo qualcosa. Prendo una rivista da leggere. Voglio andare a casa, non sono Tom Hanks.
Alla fine l’aereo arriva. Saliamo. È sempre uno di quelli piccoli della Air Dolomiti. Le hostess sono molto carine. I maschietti faranno un viaggio rilassato e felice.
Io mi metto vicino al finestrino e guardo fuori. Poi leggo un po’ la rivista e prendo lo spuntino. Chiedo se posso fare foto con la digitale, giusto per essere sicuri. In zona Verona le nuvole si diradano e riesco a fare qualche scatto. Mi sento google maps; solo che non ho i nomi delle vie.
Poi avvisano di spegnere tutto che stiamo per atterrare. Finalmente a casa. Chiudo il bagaglio a mano e aspetto l’atterraggio.
Il recupero bagagli è velocissimo e fuori il fratello del mio amico è già lì. Arrivato a casa devo assolutamente guardare come sono arrivati i miei CD. Sono tutti sani e salvi. Sono contento. Disfo un po’ di valigie e quindi salgo a mangiare qualcosa. Trovo pure le fragole. In casa non c’è nessuno e la butto sullo svacco. Quando arrivano i miei ci salutiamo e mi rendo conto che dormirò sul mio letto comodo.
Nei giorni successivi scopro che dopotutto Barcellona un po’ mi manca. Non mi ha entusiasmato come bellezza ma ho visto davvero poco per giudicare. Quello che mi manca è il clima rilassato da vacanza perenne che trasmette la gente.
APPENDICE:
Ora che ho finito di sentire i CD presi posso dire che il migliore è il live di Neil Young. Segue Miles con il Live in Europa del ’56 con i due Coltrane. Il resto non è gioia suprema ma è OK. La delusione il cofanettino di Jeff Buckley.
L’Usignolo e la Rosa
12/06/2007Stasera all’Università di Verona era protagonista di una conferenza spettacolo Vinicio Capossela.
Vinicio che racconta storie è davvero bravo: regala tante citazioni su cose che ha letto, descrive tutto quanto per immagini e rende partecipi di ciò che dice. Poi è simpaticissimo e fa sbellicare dal ridere. Una bella persona. A fine dibattito ha donato tre canzoni e la lettura di una bellissima fiaba di Oscar Wilde: L’Usignolo e la Rosa (utilizzata come introduzione alla canzone Con una Rosa).
Ha condotto la serata il giornalista e responsabile artistico del Premio Tenco Enrico de Angelis. Durante la serata, un violento temporale ha buttato giù un bel po’ d’acqua; tuoni, fulmini ed un fortissimo vento hanno travolto quiete ed oggetti.
Quando sono arrivato a casa, avevo voglia di ascoltarmi qualcosa di Vinicio, ma non ho potuto. Le 4/5 case che compongono il nostro piccolo angolo di mondo sono tutte senza corrente e mi ritrovo a buttare giù questi pensieri a manina come si faceva una volta. C’è solo la fioca luce di una candela a mostrarmi che la mia calligrafia fa davvero schifo (fidatevi sulla parola, voi non state tentando di decifrare adesso).
Sono stato un po’ sul balcone a godermi l’aria fresca del dopo temporale e, soprattutto, il profumo di bagnato che si respira ed ha sempre un bell’effetto su di me.
Poi ho deciso che era tempo di pensare alle piccole cose. Ho chiamato i capo famiglia a rapporto, cercato le candele, i fiammiferi ed i porta candele. Detta così sembrano le azioni più facili e banali del mondo. Ma nemmeno chiedere in casa ha senso. Domanda: "dove sono le candele ed i fiammiferi?" Risposta: "al loro posto di sempre…". Questa è la risposta che odio. Succede sempre che dove guardo a colpo sicuro non trovo nulla. E la risposta non è nemmeno una bugia, solo che il posto degli oggetti cambia di continuo a casa da me. E cambia senza apparente logica.
Basta, ho quasi finito lo spazio sul foglio e non ho voglia di copiare troppa roba domani mattina. Spengo la candela e mi metto a dormire. Ma prima mi godo un altro po’ l’irreale silenzio che questo black out mi sta regalando.
Non sono più abituato a così silenzio.
Tempi duri
18/03/2007Ultimo periodo un po’ troppo incasinato e zero tempo per aggiornare il blog. E nemmeno la voglia di farlo è tanta, ma mi obbligo.
Come rimedio allo stress ho adottato una tecnica che reputavo tipicamente femminile: fare compere! Ovviamente non ho preso scarpe o vestiti e mi sono dedicato a CD/libri che non so quando ascolterò/leggerò, ma mi piaceva l’idea di averli…
* Houellebecq Michel :: Le particelle elementari
* Polillo Arrigo :: Jazz
* Palahniuk Chuck :: Fight club
* The Waterboys :: The Secret Life of The Waterboys 81-85
* Woody Guthrie :: 85 Songs
* Enrico Caruso :: CARUSO
* Pyotr Il’yich Tchaikovsky :: Ballet Suites (Swan Lake / The Sleeping Beauty / The Nutcracker)
* R.E.M. :: Fables of the Reconstruction
* Miles Davis :: Miles Davis at Newport 1958
* Miles Davis :: Filles De Kilimanjaro
* Fabrizio De André :: Anime salve
* Fabrizio De André :: Fabrizio De André
* Fabrizio De André :: Fabrizio De André
Gli ultimi 6 dischi arrivano dalla mia trasferta giornaliera a Padova. La prima tappa all’IKEA ha portato in saccoccia un po’ di cosette: una poltrona POÄNG con Poggiapiedi POÄNG, la Minicassettiera/ porta CD MACKIS ed una scatola per il cambio stagione che nel sito non trovo…
Dato che mi trovavo a Padova ho pure dato uno squillo al Bisio e lui, molto gentilmente, mi ha offerto un bel piatto di pasta con il dolce. In aggiunta ha pure avuto la geniale idea di andare a vedere la mostra di DE CHIRICO a Palazzo Zabarella (dal 20 gennaio al 27 maggio 2007). Si vedono bei quadri alla mostra, se passate fateci un pensiero o due…
Å @ Verona
14/01/2007Mentre ascolto A Love Supreme di John Coltrane faccio il bravo blogger e scrivo qualcosa.
Il mio fine settimana è stato caratterizzato dal concerto che gli Å hanno tenuto a Verona presso il centro sociale La Chimica. Loro sono italiani e sul sito della die schachtel (la loro casa discografica) la loro musica è così definita: avantgarde, kraut, improv, experimental, rock. Dopo essermi divertito al concerto dei Faust ho pensato che un altro tuffo live in suoni diversi dal solito non sarebbe stato male. La scelta si è rivelata azzeccata. Ho visto un concerto molto suggestivo in cui il terzetto ha creato di continuo suoni utilizzando un sacco di aggeggi con cui piacerebbe tanto giocare pure a me. Per esempio è bellissimo sentire in diretta come il tempo battuto da un tamburello venga registrato per poi essere modificato, accelerato, effettato fino a farlo diventare una specie di sibilo mentre attorno accadono tante altre cose. Un concerto dove è il suono a farla da padrone.
Parecchia gente dopo un po’ non ha retto ed il brusio nel locale è aumentato parecchio. La cosa mi ha dato fastidio soprattutto perché rende inascoltabili le parti più soffuse del set in cui le piccole variazioni si perdono nel blabla collettivo. Al termine ho bloccato il primo componente del gruppo che ho trovato per prendere il loro CD di debutto (nella foto). Quando l’ho chiesto lui mi è sembrato un po’ sorpreso, ma magari è una mia impressione sballata; i complimenti dal sottoscritto se li è presi lo stesso.
Note: 1) Al concerto ero accompagnato da un amico che dopo un po’ si è fatto un giretto pure lui per tagliare l’aria. 2) Nei centri sociali è bello perché tutti fanno quello che gli pare ed è brutto perché tutti fanno quello che gli pare: per esempio, non ero più abituato ad uscire da un locale con tutto il vestiario che puzza di fumo. 3) Prima di arrivare al centro sociale abbiamo scoperto una pizzeria al taglio dove la pizza è buonissima ma mi son già scordato il nome. 4) Per vedere il concerto ho paccato due cene: ad una dovevo andare con ziafra (spero non se la sia presa troppo) con lo scopo di incontrare i blogger veronesi ma poi non mi sono nemmeno iscritto perché ho scoperto che ci sarebbe stato il concerto. L’invito alla seconda è arrivato sabato pomeriggio ed era tardi.
P.S. Nel pomeriggio sono andato a farmi la mia ormai abituale corsetta per la quale perdo circa 45 minuti facendo sport ed isolandomi un po’ dal mondo. Essendo uscito verso le 18, ho trovato quasi buio ed un po’ di nebbia. Correre per stradine in mezzo ai campi in una serata del genere fa un certo effetto e ricorda parecchi film in cui il lieto fine è opzionale. Però stasera la luce diversa dal solito e la nebbia hanno creato dei paesaggi che mi hanno ricordato tantissimo il clima di alcune foto di Michael Kenna. Sarebbe bello aver fatto delle foto, però avevo due problemi: non sono un bravo fotografo e non avevo nemmeno la macchina fotografica.
Andrea Mantegna
31/12/2006
Al Palazzo della Gran Guardia di Verona ho visto la mostra Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500. Le informazioni sulla mostra sono al sito e non sto a ripeterle. La mostra è bella ed ho scoperto che le opere di Liberale da Verona (1445- 1526/29) sono quelle che più mi hanno colpito. Le opere di Mantegna non sono molte, ma la mostra presenta anche tutto il contorno artistico di quel periodo: editoria, scultura, architettura, pittura, etc.
L’illuminazione della mostra è fatta a posta per farmi incazzare. Tantissime opere sono racchiuse da pannelli di plexiglass e, se illuminate male, sono quasi inguardabili per colpa dei riflessi; vedere una Madonna col bambino con il riflesso della mia faccia nel plexiglass non mi sembra la volontà dell’artista.
Un’amica mi ha ripreso perché sono troppo lento a guardare le opere: è solo curiosità ed una strana forma di rispetto. Guardare ed andare mi lascia l’impressione di trascurare il lavoro certosino di una persona.
Pubblicato da cianix 


