Bob Log III @ Malalido 2011, 29 luglio 2011

30/07/2011

Fino all’altro giorno non sapevo manco che esistesse Bob Log III. Però al concerto dei Mariposa mi trovo il banchetto dei dischi e chiacchierando mi dicono che il giorno dopo sarebbe arrivato uno figo. Per cui mi sono guardato il programma, ho scoperto il nome del tizio e mi sono fatto un giretto su youtube. Ovviamente sono andato, troppo particolare e pazzoide per lasciarselo sfuggire.
Il suo abbigliamento consiste di una tutina attillata ed un casco sulla cui visiera è incollata una cornetta telefonica che fa da microfono; con le luci contro è tutto luccicante. Durante le canzoni canta, suona la chitarra benissimo e intanto si batte il tempo con i piedi: davvero bravo.
Poi ama il cazzeggio, ma ieri sera gli è andata male. In un pezzo chiede alle ragazze di sedersi sulle sue ginocchia e durante la canzone le fa saltare mentre batte il tempo. Ieri sera non ha trovato nessuna e così ha dovuto rinunciare alla sua coreografia classica (su youtube ci sono i video). Quando ha finito ha detto qualcosa biascicando e poi ha tirato fuori un bestemmione in italiano: immagino fosse deluso. Poi però ha continuato come se nulla fosse con il resto del programma.
Il concerto è stato bello, all’inizio fantastico ma poi ci si abitua al suo stile che è molto ben definito e l’entusiasmo scema un po’; però è così bravo che qualcosa di cui stupirsi c’è sempre.


Mariposa @ Malalido 2011, 28 luglio 2011

29/07/2011

Ormai seguo i Mariposa da qualche annetto ed ogni volta l’assistere ad un loro concerto è una bella esperienza. Ieri sera si son presentati senza il bassista ed il batterista originali ed hanno suonato un bel po’ del loro nuovo disco in una versione più energica. Effetti della sezione ritmica diversa immagino. Non so manco che aggiungere perché mi son divertito tantissimo ed è l’unica cosa che conta.
L’atto feticistico si è ridotto all’acquisto della maglietta perché i CD li ho tutti. Maglietta color verde militare con lo pterodattilo nero sul davanti.
Poi son pure riuscito a spendere soldi al banchetto di vinili e CD, ma non c’entra con i Mariposa, è solo un hobby :)


Joanna Newsom + Josh T. Pearson @ Ferrara, 27 luglio 2011

28/07/2011

Era un bel po’ di tempo che disertavo Ferrara sotto le Stelle causa pochi stimoli a muovermi. Però poi arrivano la stessa sera Joanna e Josh e, addirittura, degli amici mi portano; come facevo a non andare?
Il giorno prima il concerto è stato spostato in teatro ed è stata una cosa bella. Un set acustico all’aperto, nonostante il luogo fosse comunque contenuto, mi da l’idea di essere più dispersivo.
Josh è entrato e si è messo ad accordare la chitarra dicendo che il primo pezzo si chiama Tuning. In due minuti aveva già conquistato tutti. Il suo set mi è piaciuto ma forse poteva limare un po’ sulla lunghezza dei pezzi e fare una canzone in più. Ma mi pare gli piaccia divagare un po’ con i giri di accordi mentre si fa un giretto sul palco. Sono piccolezze.
Joanna invece mi ha un po’ deluso perché non mi piacciono molto gli arrangiamenti che hanno proposto. Sono abbastanza minimali e mi sono arrivati più come disturbo che come accompagnamento. Avrei preferito le canzoni arpa e voce (o piano voce) in solitudine perché ci sono le situazioni tipo Joanna che crea un climax per qualche minuto e poi ti entra la chitarra altissima e spezza tutto; un po’ fastidioso! Però, a vedere gli altri, i miei dubbi non sono stati notati da nessuno perché c’è stato il delirio di applausi ad ogni pezzo. Meritati perché Joanna è brava. Anche precisa visto che ha interrotto il set per accordare l’arpa e ci si mette un po’ di tempo.
Mi resta il tarlo di aver visto due bei concerti che magari potevano essere bellissimi.
Nota di colore che non c’entra un cazzo, ma che piace tanto ai giovani: un giretto da GROM dopo il concerto è da 10 e lode.


Luigi Fabozzi: L’Ospite

17/07/2011

Non so bene che dire di questo libro. Leggo che sia addirittura difficile da trovare in qualche libreria ma da IBS arriva tranquillamente. Con Luigi ci si segue in rete da quando siamo finiti a scrivere un racconto SIC (scrittura industriale collettiva) nello stesso gruppo. Poi scopro che ha scritto un libro sui nosocomi e, poiché io ho un’attrazione per le menti ritenute non convenzionali dal pensare comune, ho fatto l’acquisto in tempo nullo.
Tutto è ambientato in un centro disabitato dove son rimasti un dottore ed il suo paziente. Il normale ed il diverso. Il sano ed il malato. Quello che adoro del libro è la spirale che va a stravolgere i ruoli dei due personaggi. Ed a quel punto partono tutte le domande (non dette) al lettore: chi è davvero pazzo? Tutti possono diventare pazzi? La normalità dipende dal punto in cui si osserva la realtà?
Sono domande lecite perché nel libro succedono eventi che agli occhi della massa son ritenuti responsabili (che parola di merda è diventata in bocca ai politici) ma rimangono assurdi per metodologia. Mi sovviene un’altra domanda: l’atto d’amore o lo spirito di protezione per l’amico è sempre un gesto bello? Il fine giustifica i mezzi?
Ecco, l’ospite è un libro che mi ha lasciato con spunti di riflessione raccontando il rapporto medico paziente in un luogo isolato. I loro scazzi, la fame, la sete, la solitudine, la mancanza d’amore…
Non so dare nemmeno un giudizio bello o brutto, ma il libro scava e scavare dentro se stessi fa sempre bene.


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